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 I funerali di Fortunatojack e Madmoiselle

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Daygar II
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MessaggioTitolo: I funerali di Fortunatojack e Madmoiselle   Mer Apr 24, 2013 1:10 pm

[Dal GdR in "Salone delle Feste" intitolato GDR- Ciao Mamma, Ciao Papà. In memoria di Mad e FJ]

Freyja ha scritto:
Appennini, 8 marzo 1461

Mi massaggio distrattamente la mano.
Ho letteralmente perso il conto delle lettere scritte e di quelle ricevute.

In altri momenti starei con il naso rivolto all'esterno, a bearmi di questi paesaggi, dei primi germogli che timidamente prendono forma.
Invece guardo senza in realtà vedere.
Di tanto in tanto però, più che altro quando ci fermiamo a dare il cambio ai cavalli, noto come il paesaggio cambi.
Al nord la neve che ristagna ormai da mesi sui prati ricopre ancora quasi tutto, mentre scendiamo invece via via macchie di colore si aprono su questa specie di foglio bianco.

Ed è così che quasi non mi accorgo che i piccoli borghi che attraversiamo hanno nome e paesaggi familiari, fin quando un bussare a cassetta non mi desta dal torpore dei miei pensieri.

Siamo arrivati.
La carrozza si ferma davanti alla dimora dei miei zii.
Son attesa, e fra i primi volti che riconosco, nel via vai dell'avvicendarsi di genti alle porte, vi sono i volti ormai rugosi di Bice e Cosimino.
A loro i miei genitori avevano affidato me e mia sorella, ancora ragazzine, durante quel lungo e impervio viaggio in Francia.

Quante volte ne parlò poi papà?
E ogni volta non perdeva occasione di sottolineare divertito di come la mamma non perdesse occasione di smarrirsi girovagando fra i vicoli di quelle città.
E ogni volta la mamma rideva divertita.

Lo sguardo di Bice non ha perso di intensità nonostante le rughe che le adornano gli occhi, capaci oggi di rimprovero silenzioso, esattamente come quando ero ragazzina. Scruta infatti l'interno della carrozza. Vuoto. Non serve mi dica che è stato sconveniente, pericoloso e quant'altro, lo so da me....
Le sorrido, riesce dopo giorni a strapparmi un sorriso.
Cosimino invece annuisce, lui fra i due è quello che ha meglio compreso il mio essere. Lui senza che io lo dica sa che avevo bisogno di quiete e silenzio. Che già troppe persone, troppe parole, troppe frasi a cui non si sa mai come rispondere ci saranno nei prossimi giorni.

E' lui che sto ancora abbracciando quando vedo, avvertita tempestivamente del mio arrivo, il voto teso e stanco di mia zia Sybille

Non ci parliamo, ma un abbraccio di consolazione reciproca ci avvolge.

Lionel187 ha scritto:
Avevo preso abbastanza batoste da questa vita, la perdita della prima moglie, la scomparsa di tutti i miei figli, e molti dispiaceri che non sto qui ad elencare.

Era da poco arrivata la notizia, attraverso la lettera di mia sorella, della dipartita dei nostri genitori. Ricordavo il viaggio in Terra di Lavoro con mia madre, oppure le chiacchierate in taverna con mio padre.

Il destino non aveva voluto che li conoscessi affondo, sempre quel turpe destino a cui nulla io avevo fatto, ma che presentava ogni giorno un conto più salato da saldare. Arrivava primavera, i fiori germogliavano di nuovo a sottolineare come noi fossimo solo di passaggio...

Dovevo presenziare alle esequie dei miei adorati genitori..... Ancora una volta con il cuore immerso nelle lacrime.

Daygar_ii ha scritto:
Nicolò scese incontro ai nipoti al seguito della moglie e li abbracciò entrambi.
Aveva ricevuto l'autorizzazione a celebrare il funerale, quindi aveva predisposto tutto.
Non era mai facile celebrare certe cerimonie, ancora meno quando si trattava di familiari.
Aveva fatto accendere i ceri nella cappella di San Michele Arcangelo e spargere anche l'incenso.

Si rivolse alla nipote, dopo aver scrutato dietro di lei:

"Dove sono... le salme, Fre'?"

Appreso poi che sarebbero arrivate a breve, disse:

"Forse allora è meglio che vi riposiate un poco, entrate dentro, prego, sarete anche stanchi..."

Quindi fece per fare strada per accompagnare tutti al caldo del focolare.

Sailor ha scritto:
Il volto stanco e scavato la facevano sembrare di 10 anni più matura. L'abito nero la rendeva ancor più pallida.

Sybille si sentiva smarrita e svuotata dal dolore.

Giacomo era stato per lei fratello, amico, padre e la sua scomparsa aveva lasciato una voragine nel cuore della Viscontessa.

La avvisarono dell'arrivo dei nipoti. Scese le scale pian piano: ogni gradino le pareva un ostacolo insormontabile. Suo marito la precedeva con passo deciso e giunse nel salone prima di lei.

Sybille intravide gli occhi tristi de Freyja e Lionel. Si avvicinò loro e senza dire nulla li abbracciò con amore.

Freyja ha scritto:
Son qui, cullata dalle braccia della zia come se per qualche attimo fossi tornata bambina.

Non saprei spiegare il senso di sicurezza che mi ammanta e mi avvolge adesso.

Le sorrido, come a dire che va tutto bene...
La figura dello zio, greve ma ferma, come se tutto fosse sotto controllo, è un balsamo per me e mio fratello.

Stiamo per entrare quando odo in lontananza il suono di ruote sulla ghiaia del viale.
Un brivido gelato mi corre lungo la schiena mentre stringo la mano di Roberto.

Un carro aperto, rivestito di spessa stoffa nera si profila dinnanzi agli occhi.


"Eccoli...."

Sollevo lo sguardo che si era istintivamente abbassato, sul volto dello zio.
Stingo la donna accanto a me, mentre osserviamo il carro avanzare lentamente.

Sailor ha scritto:
Sentì le braccia della nipote stringerla come in una morsa. Il carro funebre era giunto dinnanzi casa. Sybille Laurraine coprì il volto con la veletta nera, mai avrebbe voluto far vedere le sue lacrime a Freyja e Roberto.

Allargò le braccia e chiamò a sè snche il ragazzo e dopo averli abbracciati sussurrò loro:


"Io ci sono. Sarò sempre con voi... e anche vostro padre e vostra madre lo sono."

Quindi sospirò. Era molto stanca...

Daygar_ii ha scritto:
Fece fermare i carri con le salme nel cortile, quindi disse a Sybille:

"Vai a chiamare i piccoli, devono esserci, era sempre un loro zio... Lascia pure Alma a letto invece, non sta molto bene"


Detto ciò guardò la moglie sparire quindi guardò i nipoti:

"Adesso, appena torneranno tutti, accompagneremo le salme nella Cappella recitando delle suppliche all'Altissimo."

Daygar_ii ha scritto:
Quando Sybille fu tornata accompagnata da Almerigo e Morgan, Nicolò era pronto in testa ai carri funebri e cominciò:

"Ripetiamo insieme: Signore non deviare il Tuo sguardo dai nostri amici."

Attese che tutti ebbero ripetuto, quindi, incamminandosi disse:

"Dopo tutti i nostri sguardi che hanno incrociato i loro, che Giacomo e Nerissa De Ciccis Sforza possano infine vedere il Tuo, Signore."

Seguì la supplica, quindi il cappellano riprese, continuando ad avanzare:

"Dopo l'amicizia che hanno ricevuto e che hanno guidato la loro vita, accorda loro l'amicizia ultima che è la Tua, Signore. "

Di nuovo la supplica, e di nuovo la piccola carovana proseguiva il cammino.

"Dopo le pene e le lacrime che hanno offuscato la loro vita, illumina la loro strada per l'eternità. "

Ecco l'ultima invocazione di fronte al portone della Cappella di San Michele Arcangelo:

"Signore, rivolgiamo a Te le nostre speranze nel momento in cui scompare il corpo degli amici che ci sono cari. Accordaci la speranza di rivederli presso Te per i secoli dei secoli."

Fece cadere le parole prima di dire: "Amen" seguito da tutti i presenti.

Allora aprì le porte della cappella e aiutò a portar all'interno le bare.
Fatto ciò, attese che ognuno prendesse posto sulle poche panche a disposizione e si mise di fronte alle bare dando le spalle all'altare.

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MessaggioTitolo: Re: I funerali di Fortunatojack e Madmoiselle   Mer Apr 24, 2013 1:12 pm

Sailor ha scritto:
Sybille teneva per mano i gemelli. Alma Bianca era rimasta a letto, con Beatrice la fantesca che non si risparmiava nel darle le dovute cure.
Aveva ricevuto precise istruzioni dalla Viscontessa e la ragazza era di certo in buone mani.

Sybille prese posto nelle prime panche, con Almerigo alla sua destra e Morgan alla sua sinistra. I piccoli non erano ben consapevoli di cosa significasse la morte ma avvertivano che di certo la loro mamma e il loro papà avevano in cuore una grande tristezza.

"Cos' è la morte mammina?"Chiese ingenuamente Morgan.

Sybille non fece in tempo ad elaborare una risposta adatta al suo piccolo angelo che Almerigo, sicuro e fiero di sè rispose:
"Shhhhh... non si dicono le parolacce Morgan! Che poi papà ti sgrida!"

La donna si commosse dinnanzi a tanta purezza e lanciò uno sguardo alla nipote Freyja che sedeva poco distante, mentre l'assemblea di fedeli recitava le orazioni.

Le salme del suo adorato fratello e di sua cognata giacevano al centro della navata, dinnanzi all'Altissimo. Sybille non riusciva a credere ch'Egli li avesse chiamati a sè così prematuramente.

Freyja ha scritto:
E' con un lieve sorriso sulle labbra che prendo in braccio il mio piccolo cuginetto, mentre sfiorandone la gota paffuta con le labbra gli dico in un sussurro "shh dopo le domande, prometto che dopo risponderemo a tutto, ora ascolta il tuo papà"

Guardo la zia, come se per un attimo i nostri pensieri potessero fondere, non so cosa sia.... se qualche lineamento, se lo sguardo... ma entrambi i gemelli hanno qualcosa che mi ricorda papà...

Abbraccio il mio cuginetto appollaiato sulle mie ginocchia mentre seguo lo sguardo della zia verso le bare.

Gli occhi si fanno lucidi, ma sulle labbra compare un sorriso...
So che sono insieme e che insieme veglieranno su noi tutti

**Vi amo...**
Un muto pensiero che grida dal cuore....

Daygar_ii ha scritto:
Vide qualche spostamento di bambini tra le panche, ma non se ne curò troppo.
Depositò sui due feretri, posti uno accanto all'altro affinché si toccassero, un grosso cesto di vimini, essenziale ai fini della cerimonia.
Si riportò dunque in capo ai feretri volgendosi ai fedeli e aprendo le mani disse:

"Fratelli, se siamo qui, è per circondare con la nostra amicizia una famiglia che è nella pena. E' anche per ricordarci che Dio si ricorda di tutto quello che c'è stato di bene nella vita dei nostri fratelli e per domandargli di fare loro una buona accoglienza."

Una pausa prima di proseguire e sollevare un lungo e spesso fiammifero:

"Ecco il segno della luce."

Lentamente, passò uno dopo l'altro tutti i ceri disposti attorno alle bare e li accese.
Soffiò delicatamente sul bastoncino incandescente e lo depose per terra.
Di nuovo aprì le braccia e disse:

"L'amicizia è la luce del mondo, è la fiamma che riscalda il nostro cuore. Che rischiara ora la strada di Giacomo e Nerissa perché li conduca subito al Regno di Dio!"

Guardò i propri figli gemelli, uno sulle ginocchia della cugina più grande, Freyja, l'altro accanto alla mamma, suppose che avrebbero visto molte morti e tanto dolore, ma per l'infanzia avrebbe tentato di proteggerli da tutto ciò.
Prese una croce aristotelica d'Argento lucente e sollevatala disse:

"Ecco il segno della fede."

Posò quindi la gran croce nel cesto di vimini proclamando:

"Giacomo e Nerissa, depositiamo questa croce aristotelica sulle vostre bare.
Questa croce è il segno che collega Aristotele a Christos, che sia per voi di salvezza e di vita eterna".


Arrivava adesso il momento dei doni funebri personali e disse con voce solenne:

"Ecco il segno dell'amicizia.
Giacomo e Nerissa , depositiamo questi doni sulle vostre bare, segno della nostra amicizia, segno della nostra preghiera, segno del nostro cuore."


Fece una pausa quindi, poiché era stato familiare dei defunti, fu il primo a portare i propri doni.
Tirò fuori da una tasca un piccolo cofanetto con dentro due anelli d'oro.

"Giacomo e Nerissa, vi lascio in dono questi anelli perché simboleggino il vostro amore e la vostra unione spirituale anche dopo la morte, nel Paradiso Solare, così come le fedi nuziali assolsero questo compito in Terra."

Si allontanò dal cesto di vimini e rivolto a tutti disse:

"Adesso gli amici e i parenti dei defunti se lo desiderano possono lasciare i loro doni nel canestro dell'amicizia. Il contenuto verrà distribuito ai poveri dopo la cerimonia.
Chi vuole può anche dire qualche parola su coloro che sono ormai ascesi al cielo."


Quindi attese caffinché ognuno dei presenti avesse il tempo di porgere il proprio dono.

Morguant ha scritto:
Non capendo molto di ciò che la cerimonia implicava, Morgan chiese alla madre cosa fosse la morte.
Per tutta risposta si trovò seduto a cavalcioni sulle ginocchia della cugina che sembrava molto triste.
Trovò abbastanza noiosa tutta la sequenza di formule, forse anche perché nessuno gli spiegava cos'era la morte. Non si può capire un ramo se non sai cos'è il tronco!
Quando vide il padre posare due anelli nelò cesto, capì che era venuto il suo momento, come gli avevano spiegato mamma e papà.
Scese dalle ginocchia della cugina e acciuffò la manina di Ame con la propria.
Così come era stato detto loro di fare tirarono fuori dalla taschina ognuno una piccola croce d'oro e le doposero nel cesto di vimini cui arrivavano appena in punta dei piedi.
Poi Morgan si ricordò che dovevano anche dire qualcosa, sforzandosi ricordò: "Zio e zia, vi lasciamo questi doni perché siano segno della vostra fede."
Quindi rapidamente tornarono Morgan accanto alla cuginona e Ame di fianco a mamma.

Amerigo ha scritto:
Con la mano stretta in quella di Morgan rese omaggio agli zii. Lasciò che il fratello parlasse anche per lui, d'altra parte Morgan era più bravo con le parole.

Amerigo lasciò la piccola croce d'oro vicino alle salme, nel cesto che il suo papà aveva predisposto, e si fece il segno della croce mentre il fratello pronunziava l'ultimo saluto per gli zii.

Poi concluse con un
"Amen"

Poi insieme si ridiressero verso le panche, mentre la loro mamma si alzava per raggiungere i feretri.

Sailor ha scritto:
Sybille avanzò lentamente verso il centro della navata. Pochi metri le sembravano miglia. Era stanca e quel viaggio verso suo fratello sarebbe stato l'ultimo. L'ultimo istante insieme a Giacomo.

La donna recava con sé due rose bianche, pure come l'affetto che la legava a suo fratello, che per lei era anche padre e amico.

Adagiò le rose tra le mani giunte di Nerissa e Giacomo, soffermandosi sul volto ormai spento dell'uomo; lo accarezzò e lo baciò in fronte.


"Sarai sempre con me Giacomo. I tuoi insegnamenti mi aiuteranno ad essere la donna che hai sempre visto in me. Porta con te questo bacio, che ti accompagni per l'eternità.

Nerissa prenditi cura dell'anima del mio amato fratello, così come hai sempre fatto su questa terra."


Sybille si voltò e tornò dai gemelli che sorridendole le scaldarono il cuore.

Freyja ha scritto:
E' un'altalena di sensazioni, una sorta di lotta fra i pensieri....
Sorrisi che si alternano alle lacrime che pungono gli occhi...

Osservo lo zio mentre accende i molti ceri intorno ai feretri, come se quel cerchio di luce potesse avvolgere i miei genitori e scaldarli, guidarli...

Chino il capo, pregando che possano restare insieme come han sempre fatto in vita, mentre la funzione continua.

Il primo dono sono le croci e subito dopo la formula di rito lo zio lascia andare due vere, ne sento, in questo momento, distintamente il tintinnio , mentre il piccolo Morgan salta giù dalle mie ginocchia quasi destandomi....

Guardo i due piccoli, spaesati e coraggiosi, li in piedi a portare il loro dono...
Li accolgo con un sorriso mentre, alzandomi, stringo forte il gioiello che ho fatto forgiare quale dono.
Guardo mio fratello per un attimo, cercando, invano, di penetrare i suoi pensieri.

I miei passi quasi rimbombano nel breve spazio che mi separa dalle bare...
Sto li, ritta e muta per un tempo che mi pare infinito, prima di inginocchiarmi e posar con delicatezza il monile: due chiavi, una d'oro e una d'argento incrociate fra loro, simbolo che fu delle terre di mio padre, per me simbolo dell'infanzia felice, della loro unione.

Poso un bacio sulla mano, prima di accarezzar le casse
"Non basterebbero poche parole per narrarvi, per spiegare ciò che eravate un per l'altra e per noi...
So che ci sarete accanto, ora come allora....
Lascio ciò che è simbolo del nostro nucleo familiare, che senza il vostro amore non esisterebbe...."

Mi si incrina la voce, ferma fino a quel momento.. e inevitabilmente il mio pensiero corre ad un'altra figlia che li ha preceduti...
**Ora son con te Leo...** penso con un accenno di sorriso tornando al mio posto e stringendomi alla mia famiglia

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MessaggioTitolo: Re: I funerali di Fortunatojack e Madmoiselle   Mer Apr 24, 2013 1:13 pm

Sailor ha scritto:
L'assemblea riunitasi per onorare Giacomo e Nerissa compì il rito della processione in maniera composta, in silenzio.
Sybille osservava la folla che come formiche operose si dirigeva ai feretri, in fila e con grande rispetto.
Ripensò in quei pochi minuti a tutto ciò che aveva condiviso con Giacomo, a quando si erano ritrovati. All'allegria che suo fratello metteva in tutto ciò che faceva, rendendo meno difficili anche i momenti più duri. E ripercorse i lunghi mesi della sua malattia. Quanto era forte Giacomo!
In quell'istante la donna fece la promessa di essere sempre forte come lui. Glielo doveva.

Lionel187 ha scritto:
Mi avvicinai a dove riposavano i miei cari genitori...

Poggiai sui loro occhi 2 monete da 1 ducato ognuna per consentire il loro passaggio alla vista del funesto traghettatore...

La morte è solo un passaggio, un giorno saremo di nuovo uniti e potrò dormire di nuovo tra le Vostre braccia..

Poi mi avvicinai a mia sorella e la strinsi in un abbraccio...

Daygar_ii ha scritto:
Quando anche Lionel ebbe deposto i suoi doni, Nicolò attese che sedesse, quindi annunciò:

"Adesso celebriamo il segno della memoria."

Fece cadere un poco il silenzio prima di proseguire con un velo di tristezza nel tono della voce:

"Questa sepoltura ci ricorda molte cose.
La memoria due amici aristotelici che ci hanno appena lasciati. Di un uomoe di una donna che avevano una storia, unica, con Dio. Che erano circondato dall'amore di Dio. Che hanno fatto, in misura maggiore o minore, l' esperienza di quest'amore.
Noi numerosi siamo in questa cappella, attorno a Giacomo e Nerissa, per prendere coscienza di questo legame d' amore che li ha sempre collegati a Dio, che collega Dio a ciascuno di noi, in ogni istante."


Una pausa prima di riprendere:

"La morte verrà per ciascuno di noi. Per gli uni presto, per gli altri più tardi. Per gli uni nella loro gioventù, per altri nella loro vecchiaia. Il Signore ci avverte con codeste parole:

"Siate pronti, siate sempre pronti poiché non sapete né il giorno né l'ora".

Aristotele ci ha guidati e Christos ci invita a prendere esempio su lui, a trovare la nostra gioia di vivere per gli altri, amare come loro ci hanno amati.
La nostra presenza qui è preghiera. Invochiamo Aristote che misuri i peccati del nostro fratello e della nostra sorella, e che Christos interceda presso il Signore affinché lo riceva nel suo Paradiso."

Nel silenzio che seguì, il Cappellano prese il Libro della Virtù, ancora chiuso, lo sollevò affinché tutti potessero vederlo, quindi lo posò pesantemente sul leggio e aprì il tomo.

"Dal libro delle virtù:

Aristotele disse: “È semplice: esattamente come il matrimonio, la morte è un evento definitivo. Bisogna dunque prepararvisi con cura. Se c’è una vita dopo la morte, allora la vita che conduciamo prima della morte deve essere consacrata alla preparazione della vita dopo la morte. Esattamente come la nostra vita prima del matrimonio deve essere consacrata alla preparazione della nostra vita dopo il matrimonio.”
Epimanos rispose: “Ho capito dove vuoi arrivare. Per te la morte non è altro che un passaggio che conduce a un’altra vita?”
Aristotele ribadì: “Sì, e la nostra vita presente deve essere consacrata alla preparazione di quella vita futura.”

Prima di lasciare la cappella, diremo un ultimo addio a fratel Giacomo e a sorella Nerissa.
Con rispetto ed affetto, li affidiamo a Dio nella speranza di trovarci un giorno presso Lui."

Lasciò passare qualche istante di silenzio quindi disse:

"Ecco il momento del segno dell'addio!
Con tutti coloro che ci hanno preceduti e che vivono già presso il Signore, con la processione immensa dei Santi, auguriamo un buon ultimo viaggio alle loro spoglie mortali!"


Quindi fece un cenno ai becchini affinché chiudessero i feretri e li portassero nelle cripte sotterranee alla cappella, dove riposavano gli antennati di Nicolò Leone.

Si formò quindi un piccolo corteo funebre che portò tutti i presenti di fronte alle tombe di coloro che erano vissuti anche secoli prima e ai due loculi vuoti.

--Lenore ha scritto:
Uno due e tre... salta!
Io però ti prendo...
Uno due e tre... salta!
Io però faccio un salto più lungo... e ti prendo!


Ma la rana è sparita...

Signora ranaaa!! Signora rana dove sei!?!?
Uffààà!!!
Signora ranaaa!!!
Dove ti sei cacciata?!?
SIGNORA RANAAAA!!!


Si siede a terra e si asciuga una lacrimuccia.

Non mi lasciare sola anche tu...
Perchè non vuoi giocare con me signora rana?


Prende dei sassolini e li lancia lontano svogliatamente.

Io voglio solo giocare... prometto che non ti faccio male... magari ti apro solo il pancino... ma solo per vedere come è fatto...

La ranocchia ricompare un po' più in là.

Signoraa ranaaa!! Allora sei tornata!!!

Si alza in piedi e inizia a saltellare.
Ricominicia a saltellare anche la ranocchia.

Uno due e tre... salta!
Tanto ti prendo!
Uno due e tre... salta!
Sono una rana anche io!
Uno due e tre...


La ranocchia si ferma.
Lei si butta a terra e striscia in direzione della bestiola.
Due mani gentili afferrano delicatamente la ranocchia e la porgono alla ragazzina.
La piccola alza il capino.
Sorride.

Si lo so, non si deve fare del male agli animaletti e bisogna sempre lasciarli liberi... come noi siamo nati liberi... me lo dicevi sempre, mamma...

Dimentica la ranocchia la ragazzina mentre due braccia forti la prendono in braccio e le due mani gentili di prima, le carezzano il viso...

Daygar_ii ha scritto:
Le cripte non erano particolarmente spaziose sicché si stava abbastanza stretti.
Nonostante ciò, messosi di fronte alle due cripte ancora aperte, il barone declamò:

"Ora affideremo alla terra i corpi del nostro fratello e della nostra sorella in questo luogo in cui riposano già tanti defunti delle nostre famiglie. È venuto il momento di dirgli " a Dio".
E' un momento di tristezza, ma occorre che la speranza resta forte in noi. Poiché speriamo di rivedere Giacomo e Nerissa quando Dio ci riunirà, nella gioia del Suo Regno.
Raccogliamoci pensando a tutto ciò che abbiamo vissuto con essi, e a quello che lui è stato per noi, a quello che è per l'Altissimo."

Il silenziò calò mentre i due feretri venivano posti all'interno ognuno d'un loculo.

Il cappellano prese l'aspersorio, lo intinse nell'acqua benedetta e spruzzò entrambe le bare con essa dicendo:

"Quest'acqua, ricordo del vostro battesimo, ci ricorda che Dio ha fatto di voi suoi figli.
Che vi accolga oggi nella sua Pace! "


Un attimo di silenzio, mentre riponeva aspersorio e bacinella con l'acqua santa, poi il barone disse:

"La messa in memoria dei defunti si terrà il primo marzo di ogni anno del Signore.
Andiamo in pace, nel nome di Dio."


Così chiusa la cerimonia, Nicolò fece spazio affinchè i loculi venissero chiusi dalle lapidi fatte fare apposta.
Sigillate le cripte, il barone intinse la punta delle dita della mano destra nell'acqua santa e tracciò la croce Aristotelica prima sulla pietra tombale di Giacomo, quindi su quella di Nerissa.
Infine, dopo quel gesto non richiesto, si scostò in modo che tutti potessero rendere omaggio.

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